Io esisto

Riflessione

 

E' pittrice dotata di sapienza del colore e del segno. In questa composizione appare in tutta la sua nobiltà un Gufo Reale. A Maria Christina Pisignano va riconosciuta la qualità di un messaggio espresso in chiave tutt'altro che retorica, e di suadente bellezza esecutiva. Gli occhi penetranti del Gufo ci osservano, ci giudicano. Pertanto ci facciamo coinvolgere dall'autrice, e insieme a lei riflettiamo su quanto sia bella Madre Natura e generosa con tutte le sue meravigliose creature. Ma scusandoci di non farlo abbastanza.

 

Prof. Paolo Levi    Critico d'Arte


La fontana

Malinconia

 

Questo olio su tela di Maria Christina Pisignano  comunica il malinconico silenzio di un esterno cittadino desolato. La composizione è attentamente meditata, esprimendo una staticità geometrica realizzata tramite una tavolozza essenziale. Ci troviamo qui di fronte a una piazza vuota e a una fontana marmorea. L'autrice è ben consapevole della sensazione di vuoto che questo suo lavoro suscita nell'animo di un osservatore attento. Dal punto di vista esecutivo, la purezza del bianco e la nettezza del segno annunciano la chiave metafisica della visione.

 

Prof. Paolo Levi    Critico d'Arte


la magia del sambuco

Tranquillità

 

Assai virtuosa è l'espressività di Maria Christina Pisignano  in questo acquerello su carta. La magia che intreccia segni e colori appartiene alla natura e quindi all'artista che ce ne rimanda l'immagine.Potrebbe anche trattarsi di una composizione astratta, ma intatto ci perviene il senso di pace che l'autrice sperimenta quando accoglie il richiamo della bellezza. Il talento di Pisignano è indubbio in questo ineccepibile contesto visivo, in quanto la sua mano è ben ferma e decisa in una tecnica che non consente ripensamenti o correzioni.

 

Prof. Paolo Levi  Critico d'Arte


nostalgia materna

Maria Christina Pisignano ci confida, tramite uno schizzo a matita, la sua nostalgia per un figlio che non è riuscito a nascere. Un trauma di quasi venti anni fa, una fitta di dolore ancora presente nel suo corpo e nella sua mente. La storia di un'assenza irrimediabile è qui narrata senza parole e con rapidi giochi cromatici di suadente virtuosismo: il volto della creatura che l'autrice tiene in braccio si è trasformato in un piccolo sole, e il suo corpo - forse - in un lembo di prato. Ma un altro sole, quello vero, illumina la mamma e il bimbo, e la vita, malgrado tutto, continua.

 

Prof. Paolo Levi     Critico d'Arte


tra i rami assolati

Energia

 

Il calore e la luce del sole trasmettono vita ed energia a tutto il creato. Si tratta qui di un olio su tela che ci rivela poeticamente l'inimitabile arte di Madre Natura. Il dipinto ci appare assai delicato e nel contempo colmo di calda espressività. Maria Christina Pisignano non si accontenta dell'esteriorità, ma tramite il colore indaga e individua in rami sottili e in piccoli frutti la filigrana di una forza immensa e magica. Godiamo così della perizia di un'autrice che nella sua rappresentazione rivela l'essenza della sua interiorità.

 

Prof. Paolo Levi  Critico d'Arte


Cesto di Zucche, Cachi ed un peperoncino rosso


Rosa Variegata di Bologna

Il fascino della natura è l'elemento che riscontriamo maggiormente nelle opere di Maria Christina Pisignano, siano esse oli o tecniche miste, oppure acquerelli, tecnica alla quale l'artista friulana si dimostra particolarmente incline. I suoi acquerelli sono fortemente pittorici, esprimendo un'attenzione al dettaglio che rappresenta il suo tratto di eccellenza in una tecnica tanto impegnativa. Il modo di calibrare le luci e le ombre, la costruzione e la narrazione legate agli acquerelli, è il medesimo che l'Artista esprime nei dipinti, ispirati certamente ad una reinterpretazione della realtà naturale, ma anche ad una profonda conoscenza e allo studio delle correnti europee di fine ottocento, alla nascita del contemporaneo, dei maestri delle avanguardie che hanno forgiato la storia artistica dell'ultimo secolo.

 

Silvia Arfelli  - critica d'arte -  http://www.carouselfineart.it


Crespigno Spinoso


lepre sul magredo

Un naturalismo, legato alla terra in cui vive, quello di Maria Christina Pisignano. Un naturalismo le cui trame si articolano seguendo la strada indicata dai sentimenti. Attraverso le sue composizioni Maria Christina ci parla di una realtà incontaminata.

Di una realtà in cui si possono ammirare le bellezze della Natura. Di una realtà non succube dal metropolismo urbano:

La realtà è quella che possiamo ammirare nel Parco delle Dolomiti Friulane nella Provincia di Pordenone: Le opere che Maria Christina ci presenta fanno riferimento alla flora e alla fauna di questi posti.

L'artista ce le presenta con grande eleganza stilistica e raffinata cromia. Sembra di trovarci dinnanzi ad autentiche poesie visive:

A differenza di quel naturalismo improntato sull'iperrealismo della forma, quello della Pisignano, è un naturalismo caratterizzato dalla forte emozione che trasmette.

Grazie ad un uso impeccabile della luce, all'astante sembra quasi di trovarsi in un nuovo Eden celeste.Un vero e proprio paradiso eterno quello narrato visivamente dall'Artista. Un paradiso in cui si trovano a condividere lo stesso spazio uccelli notturni, lepri e crespini spinosi. un paradiso visivo che invita l'osservatore a visitare quei luoghi: Un osservatore che ne rimane colpito e allo stesso tempo sedotto da tale bellezza.

 

Salvatore Russo.  Critico d'Arte

 

Pag 198      del catalogo   Segnalati 2012        


i segnalati

Pensieri che si trasformano in colore.Ricordi che indossano le vesti più belle e vengono ad abitare la tela. Inquietudini e stati d'animo che con forza vogliono essere rappresentati. Maria Christina Pisignano ci confessa le sue emozioni. Lo fa attraverso una figurazione le cui trame si colorano di voglia di vivere. Un'artista che assapora la luce e la proietta in tutte le sue composizioni  con le sue sfumature più belle.

Il narrato di Pisignano è libero dall'egoismo dell'uomo. E' privo di dubbi amletici e dai malesseri dell'intelletto. E' un narrato segnico e cromatico che esalta la vita e le bellezze che ne fanno parte. La poetessa della luce. Così voglio definirla. Una luce che abbaglia gli occhi dell'osservatore e lo rende partecipe di una realtà incantata.

 

Salvatore Russo   Critico d'arte 

 

Recensione presente  a pag 290 del volume I SEGNALATI  2013    EA editore